venerdì 1 settembre 2017


Dunkirk

 
 
Dunkirk è un film di guerra che racconta i fatti realmente accaduti durante l’Operazione Dynamo, effettuata tra il 27 maggio e il 4 giugno del 1940, con la ritirata degli eserciti alleati al di là della Manica per sfuggire ai panzer nazisti. In poche settimane, 328.000 soldati lasciarono in salvo le spiagge della città francese di Dunkerque con ogni mezzo.

Era da un anno che aspettavo l’uscita dell’ultima opera cinematografica del regista Christopher Nolan. Ieri mi sono precipitata al cinema con grandi aspettative, le luci si sono spente e lo spettacolo ha avuto inizio. E che spettacolo. Fin dall’inizio, mi sono sentita vicina al giovane soldato Tommy, il primo personaggio a comparire sullo schermo, uno dei protagonisti delle tre linee narrative di cui è composto il film (una settimana in cui seguiamo il racconto di quello che accadeva sulla spiaggia di Dunkirk; un giorno, dove una barca civile, assieme a tante altre, salpa dalle coste inglesi per cercare di portare a casa più soldati possibili; un'ora, in cui vediamo le imprese aeree di un pilota di Spitfire).

Le tre linee narrative si intrecciano in un film scandito dal ticchettio del tempo che scorre implacabile, colonna sonora (a mio parere riuscitissima) del grande compositore Hans Zimmer.

Fin dalle prime scene, sono stata risucchiata dalla storia in cui si respira un’atmosfera pesante e spietata, complici gli effetti sonori del film, un ticchettio costante, pressante, che denota l'approssimarsi del conflitto, l’arrivo dell'attacco nemico (di cui non vediamo mai il volto);  le ambientazioni cupe, grigie come lo sono il cielo e il mare nelle varie sequenze; e le continue complicazioni che i personaggi si trovano a dover fronteggiare.

Tutti questi fattori proiettano lo spettatore nel film, facendogli vivere un'esperienza sensoriale a tutto tondo, in una grande corsa contro il tempo per la sopravvivenza.
Anche se ci sono delle inesattezze storiche, Dunkirk è un capolavoro nel suo genere capace di rivoluzionare il filone dei film bellici, dove il vero attore protagonista è la regia.

 

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